Tipologia di canne fumarie: differenze, utilizzi e normativa

La canna fumaria è un elemento fondamentale di qualsiasi impianto di evacuazione fumi.
Il suo compito è espellere in sicurezza i prodotti della combustione, garantire stabilità di funzionamento e assicurare il corretto rendimento del generatore.
Le differenze tra le varie tipologie sono importanti perché influenzano direttamente la sicurezza, la durata dell’impianto e la conformità normativa.

Questo testo offre una panoramica completa sia per gli addetti ai lavori sia per utenti finali che desiderano capire come orientarsi nella scelta o manutenzione del sistema fumario.

Cosa definisce la tipologia di una canna fumaria

La tipologia dipende dal materiale costruttivo, dalla resistenza alle temperature, dalla pressione di esercizio, dal comportamento ai condensati, dalla destinazione d’uso e dal generatore abbinato.
Tutti questi elementi devono essere valutati alla luce della UNI EN 1443 e delle indicazioni del costruttore del generatore.

Sistemi fumari in acciaio inox

L’acciaio inox è oggi il materiale più diffuso per la realizzazione dei sistemi fumari grazie alla sua resistenza e alla compatibilità con la maggior parte dei generatori.

L’acciaio AISI 316L offre un’elevata resistenza ai condensati acidi ed è adatto a caldaie a condensazione, pellet, gas, gasolio e biomassa.
L’acciaio AISI 304 è meno resistente ai condensati e più indicato per generatori tradizionali o ad alte temperature.

Le versioni disponibili includono tubi monoparete, doppia parete coibentata e tubi flessibili per intubamento.
La versione coibentata è indispensabile nei tratti esterni per evitare raffreddamenti, condensa e contro-tiraggio.

Canne fumarie in refrattario

Sono costituite da moduli ceramici refrattari ad alta resistenza.
Garantiscono ottima durabilità e sopportano temperature molto elevate.
Sono indicate per camini a legna, stufe a pellet, caminetti tradizionali e generatori a biomassa.

Richiedono installazioni precise e non sono flessibili come l’acciaio.
Le normative principali sono UNI EN 1457 e UNI EN 1856.

Canne fumarie in PVC o polipropilene

Sono dedicate esclusivamente alle caldaie a condensazione, dove i fumi hanno temperature molto basse.
Vengono utilizzate nei sistemi in pressione positiva, sia in configurazione coassiale sia sdoppiata.

Offrono ottima resistenza ai condensati acidi, costi ridotti e installazione semplice.
Non sono utilizzabili per generatori ad alta temperatura come pellet, legna o gasolio.
La norma di riferimento è la UNI EN 14471.

Canne fumarie in muratura intubate

Le vecchie canne fumarie in muratura oggi devono quasi sempre essere intubate per risultare conformi.
L’intubamento prevede l’inserimento di un condotto certificato all’interno della canna esistente.

Serve a ripristinare il tiraggio, eliminare fughe di fumo, garantire tenuta ai condensati e adeguare il sistema alla tecnologia dei nuovi generatori.

I materiali più usati per l’intubamento sono acciaio inox flessibile, acciaio coibentato, polipropilene e moduli refrattari.
Le norme tecniche principali sono UNI 10845 e UNI 10640.

Canne fumarie collettive ramificate e sistemi shunt

Sono sistemi condivisi tipici dei condomìni.
Permettono a più apparecchi di scaricare nella stessa colonna fumaria.
Devono essere progettati secondo UNI 10640 e UNI 10641.

Le CCR sono sistemi moderni per apparecchi tipo C.
Gli shunt sono sistemi molto datati e spesso non compatibili con le caldaie di nuova generazione.
In molti casi è necessario l’intubamento certificato per renderli idonei.

Canne fumarie coassiali

La canna fumaria coassiale è formata da un tubo interno e uno esterno.
Il flusso interno evacua i fumi mentre quello esterno preleva l’aria comburente.

Offre maggior rendimento al generatore e sicurezza nei locali.
Non è adatta a lunghe distanze perché presenta perdite di carico più elevate.

Classificazione delle canne fumarie secondo UNI EN 1443

Ogni canna fumaria deve riportare una classificazione normativa.
Un esempio tipico è T200 – P1 – W – V2 – L50040 – O50.

T200 indica la temperatura massima di esercizio.
P1 la pressione positiva ammessa.
W la resistenza alla condensa.
V2 la resistenza alla corrosione.
L50040 il materiale e lo spessore.
O50 la distanza minima da materiali combustibili.

La corretta classificazione è indispensabile per la dichiarazione di conformità DM 37/08.

Normativa di riferimento

Le principali normative tecniche sono UNI EN 1443, UNI EN 1856, UNI EN 1457, UNI EN 14471, UNI 10640, UNI 10641, UNI 10845 e UNI 7129 parte 3.
Inoltre si applicano DM 37/08 e i regolamenti comunali e regionali relativi allo scarico fumi.

Quando serve la certificazione della canna fumaria

La certificazione è obbligatoria in caso di installazione o sostituzione del generatore, posa di stufe o caminetti, intubamento, realizzazione di sistemi collettivi e qualsiasi modifica strutturale dell’impianto fumario.

Il tecnico deve rilasciare dichiarazione di conformità DM 37/08, allegare le schede tecniche, la classificazione CE del sistema fumario e il rapporto di verifica tiraggio.

Errori più comuni che rendono una canna fumaria non a norma

Materiali non idonei.
Assenza di certificazione.
Tratti orizzontali eccessivi.
Contropendenze.
Mancata coibentazione nei tratti esterni.
Corrosioni, forature o fughe.
Intubamento non conforme.
Utilizzo improprio di canne collettive o shunt.
Scarichi a parete non conformi ai regolamenti locali.

Come scegliere la canna fumaria giusta

Occorre valutare il tipo di generatore, la potenza termica, la temperatura dei fumi, la lunghezza del percorso, l’eventuale presenza di tratti esterni, la necessità di coibentazione e la normativa applicabile.
La scelta deve sempre essere verificata da un tecnico abilitato tramite sopralluogo e, se necessario, videoispezione.

Conclusione

La scelta della canna fumaria corretta è un passaggio fondamentale per garantire sicurezza, efficienza e conformità normativa.
Ogni intervento deve essere eseguito da professionisti qualificati e certificato con dichiarazione DM 37/08.
Comprendere le differenze tra materiali e tecnologie consente di evitare errori costosi e assicurare impianti fumari performanti e duraturi.

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